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Atene

Il primo approccio con Atene non è stato facile: caotica, calda, afosa. Ma dopo anni di passaggi veloci, poco alla volta e complici le letture dei gialli di Petros Markaris, alla fine ci è piaciuta. Seguendo le indagini del suo commissario Kostas Charitos, abbiamo scoperto una città diversa da quella vista dal turista ed è stato bello cercare almeno in parte i luoghi di cui avevamo letto, solidarizzando sempre per la sua cronica incazzatura nei confronti del traffico e del clima. Ci si può andare per i musei, per l'archeologia o solo per vedere la vita di una grande città, ben radicata nelle sue tradizioni. Una città molta cambiata dopo le Olimpiadi, sicuramente più moderna, ma anche degradata, soprattutto laddove i giochi hanno lasciato strutture ormai inutilizzate.
E' comunque luogo di partenza per tutte le isole, quindi tappa obbligata, anche se per poche ore.
Se volete visitare l'Acropoli fatelo la mattina presto: troverete meno turisti e meno caldo. E' facilmente raggiungibile dal Pireo e dall'aeroporto in metropolitana. Scesi a Monastiriaki addentratevi per le stradine e le scalinate che vi portano fino all'ingresso: la tranquillità del luogo vi farà dimenticare di essere in una metropoli, fin quando dall´alto non vedrete tutta la città sotto di voi.
Proprio sotto l'Acropoli, anch'esso vicino a Monastiriaki, sorge il vecchio quartiere della Plaka. Un susseguirsi di negozi di antiquariato e di vestiti usati, botteghe artigiane e venditori ambulanti, oreficerie e ferramenta, taverne e gyrerie.
Si possono acquistare a prezzi ragionevoli borse, valigie, zaini, cinture e sandali in cuoio, anche se sempre più spesso prevale la mania di rovinare tutto apponendo "firme" taroccate. Oppure braccialetti, anelli e orecchini in argento, ben fatti e a buon mercato. Con gli anni ha perso parte del suo fascino scadendo un po' nel "souvenirificio" per turisti, ma resistono i negozi di un tempo, come quello di Olghianna Melissinos che continua la tradizione del padre, ciabattino e poeta, producendo sandali di ottima qualità.
Negli spostamenti prediligete la metropolitana. I taxi non sono cari, ma rischiate di rimanere imbottigliati nel traffico caotico.
Al Pireo ci si imbarca per tutte le isole. Moltissime le agenzie che vendono i biglietti delle varie compagnie navali, cambiano valute e custodiscono i bagagli. Moltissimi anche i bar e le taverne.
In attesa d’imbarcarvi potete girare per il porto e guardare l'imbarco sulle altre navi, operazione che avviene nel caos più totale, ma in cui si riesce ad ottenere lo stivaggio millimetrico di camion, auto e moto. Se anche voi dovete imbarcare un‘auto...buon divertimento.

Aggiornamento giugno 2012

Ci eravamo riproposti di tornare in Grecia per provare a vedere i cambiamenti dovuti alla crisi: un viaggio dimezzato (Maura è rimasta a casa), solo ad Atene e di solo quattro giorni, ma significativi, quelli precedenti le elezioni del 17 giugno.
Quattro giorni tra reperti archeologici e le strade di oggi, cercando soprattutto di capire la situazione attuale. Che è sicuramente di crisi (parecchi negozi chiusi, ristoranti e bar meno affollati, disoccupati che elemosinano, mercatini dell'usato improvvisati, cani abbandonati per risparmiare, la zona di Omonia tornata a essere frequentata da molti, troppi tossici, ecc.) ma senza raggiungere immagini da apocalisse come saremmo portati a pensare ascoltando i media. Una città ancora viva e vissuta, con meno traffico per le strade (un paradosso, ma è un segno negativo) ma che continua pur tra le difficoltà la sua vita. Anche tra i quartieri non frequentati dai turisti la situazione è simile, ovviamente con differenze tra quelli ricchi e quelli popolari. In questi ultimi, chissà perchè, il divario pre e post crisi è più evidente, anche se nei quartieri residenziali sono molte le case in vendita perchè i "nuovi ricchi", quelli della "finanza dopata", non sono riusciti a pagare il mutuo.
Che i greci siano cordiali e ospitali è risaputo, ma forse la crisi ha rinforzato la solidarietà. A questo ho pensato alla quinta o sesta volta in cui mi è stato offerto aiuto mentre cercavo di capire, cartina alla mano, da che parte andare.
Le immagini che ho portato a casa sono un mix tra foto di viaggio e un presuntuoso tentativo di reportage su luoghi e volti della crisi. Si distinguono dalle altre perchè si chiamano atene_2012... Anche nel 2015 la situazione ci è sembrata simile, ma con in più la delusione e l'amarezza di sentirsi costantemente sotto il ricatto delle banche e dei governi europei, del dover svendere aziende, porti e aeroporti.

visitata nel 1991-1992-1994-1995-1998-1999-2001-2007-2008-2012-2015

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