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Messico

Breve e non esauriente "reportage" di un viaggio in una piccola porzione di Messico, attraverso le contraddizioni di un paese potenzialmente ricco ma in mano ai capitali stranieri, da sempre patria di adozione per i rifugiati delle dittature, ma al tempo stesso persecutore delle minoranze indie. Anni di politiche neoliberiste hanno portato miseria e disperazione in molti villaggi, col risultato di spostare nella capitale masse di persone che la cittá non riesce ad accogliere o costringendo altri a provare a emigrare negli Stati Uniti, amati/odiati da ogni latinoamericano. Eravamo già attratti dal Messico grazie alle letture di Pino Cacucci, Paco Ignacio Taibo II e del Subcomandante Marcos; la motivazione più grande ci fu data dalla possibilità di partecipare agli accampamenti civili per la pace in Chiapas, sorti su richiesta delle comunità indigene dopo la rivolta zapatista del 1994. Il primo tentativo, nel 2000, andò a vuoto a causa della rottura di un piede di un nostro compagno di viaggio a pochi giorni dalla partenza. Le organizzazioni di appoggio all'EZLN ci sconsigliarono la permanenza in un villaggio zapatista in condizioni di salute non ottimali. Decidemmo di proseguire il nostro viaggio messicano, ripromettendoci di tornare l'anno successivo. E nel giugno 2001 tornammo a San Cristobal e per due settimane soggiornammo a San Pedro Polhò come osservatori internazionali. In questi anni molto è cambiato. Abbiamo preferito riproporre le sensazioni e le notizie di allora, adattandole dove possibile e inserendo link più aggiornati.

Date dei viaggi: Agosto 2000 - Giugno 2001