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Buenos Aires

Buenos Aires ci piace! Strade larghe, vecchi edifici in stile europeo affiancati a nuove costruzioni in vetro, parchi, giardini, l'immensità del Rio de la Plata e folla ci hanno subito conquistato. E fin da subito ci siamo resi conto che a Buenos Aires nessun posto è vicino. Spostandoci in metropolitana (el subte), in bus, in taxi e molto a piedi, partendo dal quartiere Palermo dove alloggiavamo abbiamo girovagato per il centro, per Recoleta, Retiro Puerto Madero e Belgrano cercando di mischiarci con la gente nei mercati, nei bar, sui mezzi pubblici.
Ma per entrare veramente in contatto con la città, i suoi abitanti, la sua storia, le sue abitudini ci siamo avvalsi ancora una volta di accompagnatori che conoscono e amano Buenos Aires. E sono stati i momenti più interessanti.
La marcia delle Madri di Plaza de Mayo del giovedì era una delle priorità del nostro viaggio. Eva di Viaggi Solidali ha dovuto faticare non poco per riuscire a farci arrivare in tempo. É stato il momento più intenso: vedere anziane signore ancora agguerrite ci ha fatto sentire vicini a un pezzo di storia di cui sapevamo cosa era successo e per colpa di chi. Vedere sfilare anziani genitori con le foto dei propri figli per cui chiedono giustizia da 35 anni ha dato una dimensione reale alle pagine dei libri, ai film visti, ai racconti ascoltati. La storia va vissuta dove accade e la storia dei desaparecidos non è ancora finita, almeno fin quando non sarà fatta giustizia. E le Madri continuano a rivendicarla. 
Un altro incontro molto interessante è stato quello con la Lega Argentina per i diritti del'Uomo. Una lezione sulla storia argentina raccontata da chi da 70 anni si batte per la giustizia, da prima della dittatura fino a oggi. Un incontro che si è protratto ben oltre il tempo preventivato per l'importanza dell'argomento e la vivacità della discussione. 
Anche San Telmo e il centro li abbiamo visti in modo più completo, non fermandoci all'aspetto architettonico ma scoprendone la storia sociale.
Bellissima la Libreria El Ateneo in Avenida Santa Fé 1680, ricavata da un vecchio teatro.
La Boca, famosa per i palazzi colorati di Caminito, è molto di più che il quartiere pittoresco presentato ai turisti. Sicuramente non facile (le guide terrorizzano sulla sua insicurezza e i porteños ti dicono di stare attento) per via dell'impoverimento dovuto al trasferimento del porto e a anni di politiche neo liberiste criminali. Però con molte attività sociali e culturali, dove si cerca di tenere vive le tradizioni, come i Bomberos (pompieri) volontari o il progetto di restaurare il ponte mobile. Oppure con cooperative di inserimento al lavoro e con attività sportive rivolte ai bambini. A noi è capitato di passarci il giorno in cui si festeggiava l'anniversario della proclamazione della Repubblica de la Boca. Siamo rimasti sbalorditi a vedere garibaldini in camicia rossa, la banda della capitaneria di porto, cornamuse e kilt scozzesi in mezzo a un viale.
A poca distanza da Buenos Aires, da Tigre, ci si può imbarcare dal terminal fluvial per un giro sul delta del Paranà. Ci si addentrerà lungo uno dei tanti bracci del delta, le cui isole sono costellate di case, casette, ville in cui molti vivono dedicandosi all'agricoltura e molti la frequentano per vacanza. 
L'agriturismo Bonanza Deltaventura offre alloggio, ristorante e escursioni a cavallo o in bicicletta. Noi che non abbiamo fiato e coraggio abbiamo preferito passeggiare a piedi in mezzo alle paludi e alle canne.
Un consiglio per il soggiorno a Buenos Aires: Hotel BAUEN. Un hotel costruito alla fine degli anni 70 per i mondiali di calcio e abbandonato truffaldinamente dai proprietari durante la crisi del 2001. I lavoratori se ne sono impossessati e, costituitisi in cooperativa, hanno pagato i debiti e nonostante le cause legali ancora in corso continuano a lavorarci. Ottimo il ristorante.

Data del viaggio: Agosto 2012

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